È da un pò che sei partito senza dire nemmeno una parola,

voltando le spalle verso un muro che ormai c’è tra noi due.

Io volevo te, tu volevi me

ma te ne sei andato via ugualmente.

Sentivo qualcosa scorrere piano piano là sotto,

ma forse erano soltanto delle radici che avevo iniziato a costruire solo tempo fa.

Sembravano così ferme, così attaccate che mi sono fidata di te.

E invece no…!

Mi hai lasciata così, nuda in blu

come un dipinto non finito, come un piatto mangiucchiato a metà,

e mentre ti sentivo volare in cielo, io guardavo all’insù

pensavo di poterti ritrovare nell’aldilà.

Avrei avuto tante voglia di accarezzarti e poterti sentir dire, “sto bene”,

ma ormai è impossibile, tu non ci sei più,

e poi non so se ce la farò,

perché sappi che quaggiù ti aspetterò per sempre, finché tu lo vorrai.

Mi hai lasciata così, nuda in blu

come un dipinto non finito, come un piatto mangiucchiato a metà,

e mentre ti sentivo volare in cielo, io guardavo all’insù

pensavo di poterti ritrovare nell’aldilà.

Ma non ti preoccupare caro mio, so che fai la veglia per me e per noi tutti,

che non ti stanchi di giocare con altri amichetti tuoi che purtroppo hanno fatto la stessa fine.

Tu stai attento per qualunque cosa che ci potrebbe accadere… non si sa mai!

Io ci sarò… e tu?

Mi hai lasciata così, nuda in blu

come un dipinto non finito, come un piatto mangiucchiato a metà,

e mentre ti sentivo volare in cielo, io guardavo all’insù

pensavo di poterti ritrovare nell’aldilà.

 

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Sale il sipario e comincia la rappresentazione di due attori, Lui e Lei. Si aspetta da anni, e sarà una novità assoluta in città. Hanno venduto tutti i biglietti, tutto esaurito. E appena si accendono le luci, si vedono entrambi in piedi, uno di fronte all’altro.

Si guardano negli occhi, ma non dicono nulla. Semplicemente stanno aspettando che la belva che vive in uno di loro cominci a gridare, a strillare. E finalmente lo fa Lei, che ormai è stufa di Lui. E chi rinfaccia tutto quello che Lui non ha mai fatto, o se invece lo ha fatto, che non ha dimostrato niente a farsi valere davanti a Lei. è un bel ragazzo, ammirato da tanti e tante, ma Lei non ne è più innamorata.

Lui ascolta, pazientemente, e finalmente tira fuori delle parole dolci. Non ci sarà nessuno come Lui, che le faccia sentire una donna in ogni senso, che appena lo lascerà ci saranno dei problemi gravissimi e Lei non ce la farà a viverci senza. Tutti i legami che gli hanno unito si spezzeranno di un momento all’altro. E ovviamente, tutto non sarà più come prima.

Lei lo ascolta con gli occhi sbarrati e fa come se non avesse sentito niente. Ormai è il solito discorso. Sembra che Lei gli dica di pentirsi, e lo amerà per sempre come se non fosse successo niente. Ma ormai è tardi. Lei ha ascoltato tante volte la stessa musica che questa finisce per stancarla, per dire che tutto è finito. Ed è in questo momento quando gli chiede di non tornare più.

Lui le guarda, sbalordito… non riesce a crederci, si mette le mani in testa e le rimprovera tutto quello che le ha fatto. Cose incontabili, che Lei non si ricordava nemmeno, altre più recenti… ma pian piano si ricorda, sì, certo… e allora Lui, sempre Lui, tira fuori una valigia vecchia in cui inserisce tutto quello che gli occorrerà per il grande viaggio, quello della sua vita. Appena lo fa, chiude fortemente la porta e Lei rimane da sola nella stanza.

Lei si siede e guarda all’insù… finalmente, si dice, finalmente… Ma non sa che appena andrà a letto, comincerà a ripensarci e a pensarci di come è stata così stupida a lasciarlo.

Cade il sipario. Grandi applausi per questo paio di attori e attrici che potrebbero essere qualunque di noi.

 

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Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.

 

Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrà la neve e se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un’altra estate.

 

Anche le luce sembra morire

nell’ombra incerta di un divenire

dove anche l’alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.

 

Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l’amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.

 

La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l’inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un’alba antica.

 

Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro invverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.

 

(Fabrizio de André)

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Magica notte, dipinta di bianco,
in cielo due renne, ed un Babbo un po’ stanco,
luci brillanti, sfavillano in cresta,
alle case addobbate per il giorno di festa.

Bimbi curiosi, alle loro finestre,
occhietti felici, e guanciette rossastre,
mentre il camino riscalda e colora,
d’oro e d’argento la loro dimora.

Tutto in quel giorno, è una vera novella,
dentro il presepio, si attende una stella,
che annunci la nascita, fra greggi e pastori,
del bimbo Gesù, ai suoi genitori.

Sotto l’abete, fra luci e decori,
stanno in pacchetti, sorprese e tesori,
pronti a donare un istante fatato,
di grandi emozioni, da lascia senza fiato.

Ecco la festa di ogni piccino,
che attende la nascita di Gesù Bambino,
e circondato da un amore totale,
rivive l’emozione di Babbo Natale.

Buon Natale & Felice Anno nuovo a tutti!

 

 
Nata2010 
 

Di muri e incontri

8 Dicembre 2010 |  Tagged , , , , , , , , | Commenti disabilitati

Ebbene sì, sono tornata dopo quasi un mese senza scrivere qui sul blog. Potrei dire che ero sparita per una decisione presa da molto tempo, oppure che mi era successa una cosa talmente grave che mi potesse impedire di scrivere post e aggiornare il mio profilo su Facebook… e invece no! :)

Non preoccupatevi cari miei, questo periodo si può chiamare “di muri e incontri”. Non aggiungo la parola “studi” perché è saputa da tutti e tutte ormai. Quindi… perché “muri”, perché “incontri”? La risposta la saprete ora.

1. MURI. A Novembre mi sono concessa una bella vacanza a Berlino con delle amiche. Eravamo in quattro, in un paese mai visitato prima… il tedesco ci sembra una lingua difficilissima, nonché che loro sputano a parlare, sono assai forti in tutti i sensi e sanno solo bere della birra e mangiare dei wurstel… ALTROCHÉ!. I tedeschi sono gentilissimi, educati, ganzissimi e non bevono o mangiano solo quello… ci siamo concesse l’ultimo giorno un bel piattone di choucroute con salse varie, da bere schuss colorata… io alla mela e le mie amiche al lampone… (è una bevanda frizzante buona buona).

E poi abbiamo visitato dei posti tanto tanto belli: Potsdam, (ve lo consiglio vivamente, un paesino da favola a un’ora sola da Berlino, peccato per le pozzanghere e il brutto tempo!) e in Berlino abbiamo visitato il Muro, (ovviamente!) la Porta di Brandemburgo, il Reichstag ovvero il Parlamento, il Tiergarten ovvero un Parco gigante lunghissimo circa sei chilometri (ne abbiamo visto la metà, i nostri piedini erano ormai distrutti) e la bellissima Isola dei Musei che ne vale tanto la pena… abbiamo visto il Pergamonmuseum e wow! Che meraviglia vedere tutti quelle mura antiche perfettamente messe in scena! Tra tante altre cose che non dico perché sennò il post si alluuuunga.

Ma come dico la pioggia ha rovinato tutto… ci siamo messe dei bei stivali et voilà, ecco per calpestare tutto quello che ci veniva incontro :P Insomma una bellissima vacanza, speriamo di fare un altro viaggetto presto presto, una settimana non è bastata!

2. INCONTRI. A otra cosa, mariposa :P (per domande e/o dubbi contattare Kalunaat :P ) In questo periodo sto conoscendo molta gente nuova, grazie a tecnologie varie, e credetemi, anche se molti di voi potrete avere paura (pauiiiiia :P ) in realtà è gente che non riuscivo nemmeno a trovarci, nonostante nel mio gruppo amici stanno frantumandosi delle coppie oppure formandosene altre, il mio cuoricino ri-comincia a battere, sono talmente felice che non vi dico più, hehehe…

Ma come sto dicendo, l’Internet mi concede delle grandi allegrie, trovo gente che da tempo non ne sapevo più e in questi giorni li sto trovando, pian piano si va bene e lontano… Prima si comincia con un caffé, poi un dolcetto e finalmente lo scherzetto (risate varie davanti a un piattone fumante oppure una bella cioccolata calda, per esempio) e guardarsi con quegli occhi dolci che a volte nascondo, per non dire sempre, dietro a un paio di lenti a contatto.

Libri che non pensavo di leggere mai più, li leggo e li finisco, faccio delle associazioni con persone che non avrei mai voluto incontrare ma che hanno fatto che il mio sentiero della vita si sia allegerito; oppure leggo un romanzo e poi vedo un film su una tizia che va in tre paesi diversi per ritrovarsi con sé stessa e posso dire che sono io. SÌ, SONO IO.

 

Incontri, riscontri e scontri che mi faranno, ancora una volta, volare e andare fino in fondo… :)

N.B. Nella foto: Io sul Muro, lasciando le mie impronte.

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Ho voglia di qualcosa di dolce. Una pausa dolcezza. Ma mentre una mano dice di sì, il cervello dice di no e l’altra mano taglia la contraria, impedendo che l’azione si possa compiere. E resto così senza delle mani.

Il mio stomaco mi chiede della Nutella, della crema pasticciera, zucchero filato e dolcetti assortiti, per poter così soddisfare la mia voglia di poter far uscire le endorfine, le ormone del piacere e della felicità. Non serve chiedere una cioccolata calda fumante nel mio posto preferito con una compagnia altrettanto bella, assieme a un paio di savioiardi che ingurgio con piacere. Tanto finiscono subito nel mio stomaco.

Penso ad altri momenti di dolcezza pura, certe cose che dovrei fare, pause di dolcezza e che non verranno mai fatte. Io dico di no, mi metto le manette ai polsi e mi dò delle testate contro il muro. Manette fatte di schiavitù e di lavoro, che spero trovare prima o poi, ma che alla fine, ci sarà un bel regalo per tutti. Trovo quel vicino di casa, uno stronzo, che mi chiede sempre come va nel lavoro; mentre vado a quel posto di lavoro che non mi verrà mai concesso e trovo ancora un’altra stronza, e penso quanto sarebbe bello prendergli dai capelli e dargli di testate contro lo specchio dell’ascensore.

I miei capelli avevano voglia di un rinnovamento, e il mio corpo delle belle vacanze. E così è stato. Il cambio non risulta eccesivo ma almeno i danni non ce ne sono più; e poi il mio corpicino mi dirà che questo fine settimana partirò per l’Europa, in compagnia altrettanto gradevole, quasi quasi come quella della cioccolata calda fumante.

Decollerò verso le nuvole, come l’aereo che mi porterà, per poter poi atterrare verso la realtà. La crudele realtà.

Mentre penso a qualcosa di dolce… :)

 

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Sento la tua voce con me,

mi avvolge, mi trattiene, mi fa stare sveglia.

 

È come una carezza, dolce al telefono mentre un pò roca di persona;

dicono si debba alle tue origini non del tutto peninsolari.

 

Ma a me piace.

 

Chiudo gli occhi e la posso sentire ancora, dolce melodia che posso sentire per ore senza le cuffiette.

Col freddo mi riscalda, col sole mi fa venire i brividi.

 

Ricordo momenti interi, gesti e movimenti che resteranno per sempre con te,

ma la tua voce così bella e le conversazioni restano anora più a lungo.

 

Se avessi un nastro per registrare, lo potrei fare senza problemi e farla quasi come suoneria sul mio cellulare,

ma non voglio rubare qualcosa di così personale come la tua voce.

 

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Ci siamo.

Ci siamo quasi. È arrivato il momento in cui mi dici quello che sto aspettando da tanto, e finalmente succede. Guancia contro guancia, strofinarsi quasi, per poi cercarsi affanosamente con le labbra.

So che hai un sorriso perfetto e la tua bocca non mi deluderà. Mi avvicino. Ti avvicini. E mi vieni incontro, lasciando che io possa sentire le gocce del tuo profumo. Quello tuo solito. Che ormai ho imparato a conoscere. Sente di legno, di bosco, di incontri selvaggi come questo. Ed è per questo che stavolta il profumo brucia. E fa male. Ma mi piace lo stesso.

Chiudo gli occhi e mi lascio toccare, mi lascio baciare… ma sento che devo contraccambiare, che devo imparare a accarezzare, tanto so che sei mio. Non siamo che io e te al mondo. E respiriamo. Sorridi, a trentadue denti, e mi lasci senza fiato. Rido e ti bacio, rido e ti abbraccio, senza smettere di sentire il tuo profumo così inebriante. Ti prendo dalle mani, ti prendo dalle spalle e continuo a baciarti come se il mondo stesse per crollare di un momento all’altro.

E penso ai legni e ai boschi che sono state devastate per creare il tuo aroma, così unico e personale. E a te. Penso anche a te. Ti accarezzo i capelli, ti bacio sulla fronte, sulle labbra e sulle mani, mentre tu sorridi, pensando che sei l’uomo più fortunato al mondo. Ci stiamo bene e basta.

Rotoliamo e cadiamo, cadiamo e danziamo, danziamo e ridiamo. Ma io sento ancora quella scia di profumo sulla mia pelle…

 

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Oramai il tempo è esaurito.

Dalle mie braccia pendono fili e trecce. Anche dalle mie gambe. E dalla testa. Qualcuno li muove, ne sono sicura. E fa che i miei movimenti siano come lui (o lei) vuole. Mi muovo a casaccio, sembra che sono ubriaca. E che dire del sorriso finto, quello dipinto in colori vivi ma allo stesso tempo morti. Occhi azzurri avrò, saranno dello stesso colore delle lacrime che ogni sera verso in armadio.

Sì, in armadio. Mi tengono nascosta in un armadio, dove sto tutta la notte. E poi anche al buio, al più assoluto buio dove condivido spazio con altri burattini: Pinocchio, Biancaneve, Cenerentola, Capucetto Rosso. Ma del quale ho più paura è ovviamente del lupo. La notte dorme con la sua grande bocca socchiusa, ed i suoi denti bianchi brillano. Anche se danno molta luce, a me fanno paura perché so che il lupo non dorme per davvero e sta per mangiarmi da un momento all’altro. Sono una presa facile per lui, porto un vestitino rosa e i capelli biondi raccolti in un chignon.

E cosa succede all’alba? Aprono l’armadio e tutti i miei amici burattini si lamentano, ci mettono a muovere senza nemmeno fare la colazione, c’è un grosso pubblico che ci aspetta, che ha pagato per vederci. E si inventano dei rumori su di noi: Che io sono una Principessa buona e dolce, che il Principino mi dovrà salvare e che il lupo è il cattivo di questa storia.

…Ci siete cascati? La vera burattina sono IO, gli altri burattini sono I MIEI COMPAGNI DI VITA, il lupo infine è LA MORTE

E sarà sempre così.

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Stanotte ti ho sognato. Sì. Portavi i capelli come sempre, un pò corti, ricci e ribelli, ed i tuoi occhi azzurri risplendevano nel sogno, colorando le strade che trascorrevamo.

Ci siamo trovati per caso, uno non sapeva dell’altro, se non che coincideva la data di nascita… giorno… mese… anno… un caso, un puro caso che ha fatto che le nostre strade si possano unire. E finalmente siamo qui, nel paese che ti ha dato tanta felicità…  che ti ha accolto… eravamo a Londra, una Londra strana in una sera di fine estate, sopra le nostre teste.

E all’improvviso, ti baciai. Ti baciai sul polso della mano destra, che tenevi stretta alla mia. Hai sorriso e hai ricambiato il bacio, sulle labbra. Poi a giocare in metropolitana, visitare Musei e Mostre, a ridere e a divertirsi. E la tua faccia di bambino buffo che non va via, i miei lunghi capelli neri si aggrovigliano ai tuoi e, salendo le scale, continui a baciarmi. Siamo in un parco, rotoliamo e giochiamo, ringraziando qualcuno che ci ha unito, che ci ha detto che questo è vero. E se esiste per davvero, sì.

E chiudo gli occhi, pensando in un letto che sarà sfatto da noi, dai nostri corpi. E noi aggrovigliati, rannicchiati, pensando in cose belle e brutte, in questo destino che ci ha legato per sempre… Fremito… chissà che sarà, che arriverà poco dopo. E penso in un figlio, maschio, bello quanto te. Che se possibile, parlerà ben quattro lingue. E tutto all’improvviso svanisce nel più assoluto dei nulla, una nuvola che sorpassa la stanza e va via. Tu sei con me, e basta.

Ma tu te ne devi andare. Ma solo per un pò. Ti aspetto. E i minuti diventano ore. Le ore serate. E le serate eterne. Non ci sei più. Torno a casa e piango in silenzio. Ma sul letto c’è un maglione blu. Lo stesso che portavi tu. Lo annuso, lo guardo, lo tocco e lo stringo a me. Mi è stretto, ma è il tuo ricordo che veglierà per me. Forse lo hai messo tu, per dirmi che ci sarai, sempre e comunque.

Lo terrò come un tesoro, questo maglione blu.

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